QUADRO DI RIFERIMENTO
Negli ultimi anni il Cile ha registrato un significativo sviluppo economico e sociale. Tale crescita ha comportato un netto miglioramento nei settori dell’istruzione, salute, abitativo ed ha consentito di ottenere risultati importanti anche in tema di riduzione della povertà. Se nel 1990 ancora oltre il 38% dell’intera popolazione cilena viveva in condizioni precarie ed al di sotto della soglia minima contributiva, nel 2006 tale percentuale è scesa a circa il 13,7% anche se la tendenza decrescente si è invertita nell’anno 2009, segnato dalla crisi globale che ha colpito anche il Cile. Secondo i dati contenuti nel Rapporto sugli Obiettivi del Millennio, pubblicato dal Ministero della Pianificazione nel 2010, il tasso di povertá è pari al 15,7%. Ció indica che oltre 2,5 milioni di persone vivono in condizioni di povertá e, di tale cifra, 636 mila persone si trovano in una situazione di estrema povertá.
Gli importanti miglioramenti in tema di superamento della povertá sono riconducibili anche ai programmi di creazione di occupazione, con aumento della spesa sociale, realizzati durante gli ultimi anni.
L’ingresso del Paese nell’OCSE nel gennaio 2010 è la conclusione di un percorso virtuoso che ha portato l’economia cilena e le strutture pubbliche a livelli moderni, in linea con molti dei migliori standard internazionali.
Numerose istituzioni a livello nazionale, regionale e municipale sono incaricate di realizzare programmi di sviluppo nei settori dell’istruzione, della sanitá, dell’edilizia popolare, delle infrastrutture, del lavoro e della previdenza sociale.
I settori della popolazione che si trovano in condizione di maggiore vulnerabilitá rimangono le famiglie con una donna come capo famiglia (fenomeno ricorrente nella Regione Metropolitana), bambini ed adolescenti, anziani, portatori di handicap e popolazioni indigene, in particolare nelle zone andine del Nord del Paese ed in Araucania.
A seguito del rilevante sviluppo economico che il Cile ha vissuto a partire dagli anni novanta, il ruolo della Cooperazione italiana ed internazionale si é andato gradualmente trasformando, sia nel senso di una progressiva riduzione delle risorse destinate al Paese, sia attraverso un riorientamento nell’utilizzo dei finanziamenti.
Questi, infatti, sono sempre più destinati allo sviluppo del settore economico e produttivo del Paese, con particolare attenzione a quello delle micro, piccole e medie imprese, ed alla modernizzazione delle istituzioni.
A livello multilaterale é da sottolineare il ruolo della Banca Mondiale, che focalizza le proprie attivitá nei settori dell’istruzione e tecnologia, del miglioramento dell’efficienza del settore pubblico, soprattutto a livello municipale, e dell’ambiente. La Banca Mondiale integra le proprie donazioni con prestiti, diretti specialmente allo sviluppo dell’istruzione primaria e secondaria.
Inoltre, ogni sei anni l'Unione Europea redige il Country Strategy Paper (CSP), documento con cui, oltre a fornire un esaustivo quadro della situazione politica, economica e sociale del Paese in questione, l'UE individua le aree di intervento per le attivitá di cooperazione e l'ammontare delle risorse da destinare a tali attivitá. Nel Country Strategy Paper 2007-2013 relativo al Cile, le aree di intervento individuate sono coesione sociale, innovazione e competitivitá ed istruzione.